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Roma. La Comunicazione Esterna: quale futuro?

Roma. La Comunicazione Esterna: quale futuro?

Martedì 21 febbraio 2017, presso l’Associazione Civita di Roma, ha avuto luogo il convegno “Roma. La Comunicazione Esterna: quale futuro?” promosso da Clear Channel Italia, media company - leader nel settore della Comunicazione Esterna, e dall’Associazione Imprese Pubblicità Esterna (AIPE) che riunisce quindici tra le maggiori aziende di affissioni di Roma.

 

 

 

Sono intervenuti:

Daniela Aga Rossi, presidente Aipe

Prof. Carlo Valorani, docente della Pianificazione Territoriale e Paesaggio del Dipartimento PDTA dell’Università La Sapienza

Bruno Amoroso, Magistrato Amministrativo

Paola Pilati, giornalista del Gruppo Editoriale L’Espresso.

Corrado Ruggeri, giornalista, è stato il coordinatore del Convegno.

 

Scopo del convegno:proporre all’Amministrazione Comunale uno strumento scientifico per correggere errori normativi e tecnici presenti nel PRIP e nei Piani di localizzazione impianti al fine di operare nelle fasi amministrative successive con la documentazione corretta per portare l’impiantistica pubblicitaria della Capitale agli standard di una città moderna e mondiale.  

Nel corso del convegno è stato presentato lo studio di valutazione dell’Università LA SAPIENZA sul Piano Regolatore degli impianti pubblicitari (PRIP) e sui Piani di Localizzazione dei mezzi e degli Impianti pubblicitari (PiaLMIP) adottati dal Comune di Roma.

Secondo lo studio elaborato dal Dipartimento Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura (PDTA) dell’Università LA SAPIENZA, questi piani di localizzazione degli impianti pubblicitari - se approvati dall’attuale Giunta comunale così come pervenuti da AequaRoma – renderanno irraggiungibili gli obiettivi di pubblico interesse per i quali erano stati commissionati: il riordino della pubblicità esterna nel rispetto dell’ambiente e del patrimonio storico-artistico cittadino e il significativo incremento delle entrate tributarie per Roma Capitale.

 

Di seguito, la sintesi della relazione del Dipartimento Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura (PDTA) dell’Università La Sapienza sugli strumenti di pianificazione adottati dal Comune per il riordino del settore della pubblicità esterna e delle affissioni a Roma.

L’oggetto della ricerca del Dipartimento Pianificazione Design Tecnologia dell’Architettura (PDTA) dell’Università La Sapienza è stata la redazione di un parere tecnico scientifico in ordine alla pianificazione di Roma Capitale del settore della pubblicità esterna e delle affissioni.

Va premesso che in materia di pubblicità e di pubbliche affissioni l'azione dell'Amministrazione Capitolina interviene, dopo molti anni di dibattito, per disciplinare un'attività commerciale potenzialmente rilevante in termini di risorse economiche per l'Ente pubblico e certamente determinante nella costruzione dello spazio visivo e del decoro della città.

L’analisi di merito del Dipartimento PDTA è stata condotta comparando gli elaborati testuali e grafici dei diversi strumenti capitolini tra loro e con le norme e gli strumenti che costituiscono il quadro normativo e regolamentare generale.

Per procedere alle necessarie comparazioni dirette, durante l'attività di studio-ricerca sono state prodotte elaborazioni di mosaicatura e georeferenziazione e ove possibile operazioni di vettorializzazione.

Dalla relazione del Dipartimento PDTA emergono 5 aree principali, di coerenza/ incoerenza con gli strumenti sovraordinati, o di rispetto/ non rispetto degli obiettivi prefissati:

1)            Singoli impianti con posizionamento non coerente con il Regolamento capitolino (e/o il PRIP);

2)            Insiemi di impianti con posizionamento non coerente con le disposizioni sovraordinate;

La relazione del Dipartimento PDTA evidenzia come la semplice soppressione dei posizionamenti avrebbe una sensibile incidenza sul dimensionamento complessivo della superficie espositiva. Sembra quindi opportuno prendere in considerazione la ricollocazione dei posizionamenti impropri fermo restando l'aggiornamento del procedimento di partecipazione del pubblico.

3)            PiaLMIP come “atto presupposto dell’indizione delle procedure di gara con cui rilasciare autorizzazioni per nuovi impianti pubblicitari“; in merito a questo punto la relazione evidenzia le seguenti criticità:

  • Nella documentazione si è riscontrato che la localizzazione degli "impianti di pubblico servizio“, pur prevista e computata, è del tutto assente nelle mappe.
  • Il computo degli impianti presenta scostamenti, sulla base di singoli municipi, che si attestano su valori che vanno da + 48% a -20% tra le quantità dichiarate e quanto effettivamente localizzato su mappa.
  • Il ricorso alla localizzazione di "accorpamenti" di "forme di esposizione" e la non completa descrizione delle caratteristiche degli impianti (spesso la loro rappresentazione non consente di accertare la dimensione della superficie di esposizione), consegna alle successive fasi una descrizione incerta della composizione e del dimensionamento dei singoli lotti.
  • La definizione dei lotti di gara sconta anche una incertezza generale in ordine al posizionamento dei singoli impianti causata da una caratterizzazione dello stato di fatto inadeguata alla fase progettuale attuativa (non sono stati considerati alcuni impedimenti amministrativi - segnaletica, impianti semaforici, attraversamenti - e i condizionamenti fisici - alberature, reti dei sottoservizi, chioschi, ecc.) combinata ad una tolleranza troppo ampia sul posizionamento che consente spostamenti fino a 50 m. In presenza di impedimenti non rilevati l'impianto potrà quindi essere soppresso (con variazione del lotto di gara) ovvero ricollocato anche a una distanza ragguardevole impattando su aree ed elementi sensibili (ad es. vetrine negozi) in prima istanza non coinvolte dal piano attuativo.

 

La relazione del Dipartimento PDTA evidenzia come sembra opportuno prendere in considerazione una generale revisione degli strumenti attuativi che ponga maggiore attenzione alla precisazione dei posizionamenti e alla composizione dei lotti

4)            Coerenza con gli obiettivi di tutela ambientale, paesaggistica, storica e artistica; in merito a questo punto la relazione evidenzia le seguenti criticità:

  • Le aree a progettazione unitaria (previste dal PRIP per "rendere compatibile l'esposizione pubblicitaria con le caratteristiche storiche, architettoniche e ambientali del contesto urbano - PRIP-NTA art. 33") non trovano attuazione.
  • L'Applicazione delle tutele previste in forma d'indirizzo dagli strumenti sovraordinati (PTPR) è effettuata con una condotta incoerente: sugli assi delle strade consolari è applicata in modo rigoroso, nel caso del centro storico, con vincolo Unesco, vengono invece posizionati numerosi impianti (anche di grande dimensione).
  • Il numero di formati e il design previsto per gli impianti (che mostra evidenti incoerenze stilistiche) costituisce un fattore di confusione visiva che si aggiunge alla ricollocazione su strade locali della forma di esposizione denominata SPQR. Questa ultima scelta introduce elementi di disturbo visivo nelle zone più residenziali e intime della città fino ad oggi escluse dal fenomeno dell'esposizione pubblicitaria.

La relazione del Dipartimento PDTA evidenzia come considerata la rilevanza che l'Amministrazione assegna all'obiettivo della tutela ambientale, paesaggistica, storica e artistica, potrebbe essere presa in considerazione una profonda revisione degli strumenti attuativi che ponga maggiore attenzione alle istanze di tutela.

5)            Coerenza con gli obiettivi di "regolamentazione del mercato pubblicitario secondo regole di equità e concorrenza" e di "stabile programmazione delle entrate capitoline”, in merito a questo punto la relazione evidenzia le seguenti criticità:

  • La decisione di ricollocare alcune forme di esposizione (SPQR e impianti privati) su strade locali è anche rilevante in termini di affidabilità del gettito ed equità. La loro collocazione su strade locali commercialmente non affidabili (si noti che oggi sono prive di installazioni) rende incerto il valore commerciale del lotto.
  • Allo stesso tempo i Piani di localizzazione dei mezzi e degli impianti pubblicitari (PialMIP) assegnano in modo univoco solo a determinati raggruppamenti di forme di esposizione i formati più grandi e i posizionamenti dal maggiore valore commerciale. In questo modo sono stati creati alcuni lotti eccessivamente dominanti. I lotti svantaggiati potrebbero non avere un buon esito provocando la contrazione del gettito.

La relazione del Dipartimento PDTA evidenzia come considerata la rilevanza che l'Amministrazione assegna agli obiettivi di "regolamentazione del Mercato pubblicitario secondo regole di equità e concorrenza" e di "stabile programmazione delle entrate capitoline” potrebbe essere presa in considerazione una profonda revisione degli strumenti attuativi e generali che ponga maggiore attenzione alle istanze di equità e concorrenza e di stabilità delle entrate.

 

 PROPOSTE per una soluzione corretta e democratica, elaborate da Clear Channel e AIPE

Al fine di uscire dalla situazione di blocco del settore della pubblicità esterna a Roma e garantire futuro alle imprese, decoro alla città e gettito erariale al Comune, la proposta è di pianificare una “road map” serrata ed efficace per raggiungere un accordo di larghe intese, che tenga conto realmente di tutti gli interessi in gioco.

Gli obiettivi sono così sintetizzabili:

- dotare la città di Roma di un sistema di pianificazione del territorio dettagliato e completo di tutti gli elementi utili ad evitare contrasti con lo stato di fatto e con le esigenze di rispetto dell’ambiente e tutela del patrimonio artistico e storico della Città;

 - stabilire un disciplinare tecnico per omogeneizzare i modelli di impianti pubblicitari in base alle loro caratteristiche e formati, renderli “smart” attraverso il completamento degli stessi con componenti e dettagli volti a garantire dei servizi alla cittadinanza e tutelare il decoro della Città.

 

LA SOLUZIONE PROPOSTA

  1. Selezione delle concessionarie in base ai comportamenti ed adempimenti delle stesse attraverso l’Art. 7 comma 5 Bis del regolamento vigente (o ad altra determinazione che eventualmente il Comune potrà adottare), al fine di consentire una programmatica gestione delle esigenze di assetto del territorio e della corretta amministrazione degli impianti sul territorio.
  2. Selezione di un team di legali, giuristi e tecnici per predisporre un combinato di norme e regolamenti volto ad impostare il nuovo assetto cittadino mediante l’assegnazione dei mq. derivanti dalla procedura di selezione dell’art. 7 c. 5 bis: le aziende individuate sarebbero gravate di un costo accessorio e di scopo per la creazione di un fondo apposito e apportare professionalità e mezzi per la stesura di nuovi PialMip andando a risolvere tutte le lacune evidenziate.
  3. Studiare e introdurre un’impiantistica tecnologicamente avanzata, all’altezza di Roma Capitale e già presente in tutte le principali città europee e mondiali.
  4. Organizzare il contrasto sistematico dell’abusivismo.

 

Tale operazione, in cui il punto 1, 2 e 4 possono procedere di pari passo, per far sì che il 2017 veda nascere una disciplina armonica e integrata del settore e avere un riscontro immediato sul territorio mediante la selezione delle aziende virtuose e la liberazione di risorse per la rimozione degli impianti irregolari.

Una volta adottato uno strumento di pianificazione territoriale adeguato, l’amministrazione comunale potrà non solo mantenere il gettito di Cip ed il canone accessorio di scopo per altri progetti (in primis arredo urbano ed il desiderato Bike Sharing), ma sarà anche in grado di esperire le procedure per affidare i nuovi lotti con una maggiore affidabilità del risultato, così come previsto dalle norme comunitarie, e di eliminare i numerosi contenziosi che una soluzione non condivisa porterebbe con sé.

 

Gli organizzatori del convegno, consapevoli della responsabilità sociale per l’impatto della pubblicità esterna sul decoro della città e sulle entrate comunali, chiedono all’Amministrazione cittadina di affrontare un percorso condiviso e trasparente che porti alla modifica dei Piani di localizzazione degli impianti pubblicitari elaborati da AequaRoma che, così come ampiamente dimostrato dallo studio di valutazione dell’Università La Sapienza, compromettono l’immagine della Capitale d’Italia e favoriscono interessi particolari.  

Per Sergio Verrecchia - Contracts, Development & Bike Sharing Director di Clear Channel Italia: “Clear Channel è impegnata, a livello di Gruppo, in un importante piano di investimenti sul Digitale e nell’ambito di questa strategia è disposta ad investire anche a Rom, ma con la sicurezza che tali investimenti trovino riscontro in un mercato il cui regolare funzionamento sia garantito. Il nostro intento, insieme ad AIPE, sarebbe quello di riaprire un dialogo chiaro e trasparente con il Comune di Roma su un argomento complesso quale il PRIP, partendo dalle valutazioni della Sapienza al fine di iniziare un percorso che porti alla modifica di quei progetti che stanno per essere sottoposti al vaglio del Consiglio Comunale”.

Per Daniela Aga Rossi - Presidente dell’Aipe: “Le valutazioni dell’Università La Sapienza sono utili per riallacciare il dialogo con l’Amministrazione comunale su un tema così sentito ed importante per Roma, in quanto rappresentano un’analisi scientifica ed oggettiva che eviterà di dare, a chi non vuole cambiare nulla, il pretesto per facili ricorsi amministrativi giustificati dagli errori tecnici e dagli squilibri di collocazione della nuova impiantistica presenti nei piani di localizzazione del Comune, come ad esempio in quelli previsti per l’arredo urbano ed il bike sharing”.

 

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